Ghostbusters: Legacy è un meraviglioso atto d’amore verso la saga – Recensione

Ghostbusters: Legacy è un film per i fan che farà innamorare anche le nuove generazioni. Un atto d’amore verso la saga che vi emozionerà. Preparate i fazzoletti!

Con Ghostbusters: Legacy Jason Reitman ci regala un meraviglioso atto d’amore verso la saga. Un film che mostra la grande passione e attenzione che il regista ha ricevuto in dono da sua padre. Ve ne parlo in questa recensione senza spoiler.

OPERAZIONE NOSTALGIA?

E’ sempre molto difficile giudicare un film che fa parte di una saga con cui si è cresciuti, soprattutto quando arriva con così tanti anni di distanza dai precedenti capitoli. Anche perchè nel frattempo c’è stato il remake del 2016 che ha fatto “leggermente” storcere il naso a tutti i fan del franchise.

Da grandissimo fan dei primi due film, il timore che Ghostbusters Legacy fosse solamente un’operazione nostalgia era forte. Così come altre paure che serpeggiavano sui social dopo la visione dei trailer. Dopo le prime immagini c’era chi temeva di vedere una copia di Stranger Things o addirittura un nuovo Goonies più moderno, oltre a tante altre teorie.

Non nascondo che i trailer potevano legittimamente far pensare a molte di queste teorie, ma dopo la visione del film mi sento di rassicurare i fan più accaniti: Ghostbusters Legacy non è la copia di nulla. Questo film ha le sue imperfezioni, ma è un’opera piena di cuore e passione che farà impazzire i fan. Non solo per le due scene post credits, ma sopratutto per il grande legame che si sente con la pellicola del 1984.

AFTERLIFE E LEGACY

I due titoli del film sono molto significativi. Parlo di due titoli perchè in Italia conosciamo questo capitolo come Legacy, ma nel resto del mondo è presentato come Afterlife. Una scelta, quella di cambiarlo per il mercato italiano, che non ho del tutto compreso. Più che altro perchè non si tratta di una classica traduzione, ma di un vero e proprio cambio di significato.

La parte riguardante l’aldilà è quella più presente nel film. La scomparsa di Harold Ramis nel 2014 è stato un duro colpo per tutti i fan dei Ghostbusters. La dedica “Per Harold” al termine del film è un omaggio sincero della famiglia Reitman ad un uomo che è stato comunque il fulcro di questo terzo capitolo.

La presenza del suo Egon Spengler è ciò che collega i due titoli. Aldilà ed eredità sono portati avanti in ogni sequenza del film e si legano proprio al personaggio che interpretava Harold Ramis. La pellicola si aggancia totalmente ai fatti che abbiamo visto nel primo film, aggiungendo dei dettagli che evidenziano la attenzione che c’è stata nella cura dei particolari.

LA TRAMA E I COLLEGAMENTI

Quello che si intuiva nel trailer viene confermato già dalla prima scena. La minaccia di Gozer il Gozeriano è tornata e ha radici profonde a Summerville, una piccola cittadina nella Carolina del Sud. Una famiglia, formata da Callie(Carrie Coon) e dai suoi due figli, Phoebe(Mckenna Grace) e Trevor(Finn Wolfhard), si trasferisce in una fattoria isolata e macabra lasciata in eredità dal padre di Callie.

Nella cittadina iniziano a manifestarsi strani fenomeni: piccole scosse fanno tremare la terra, ma non sono collegabili a nessun movimento sismico. Phoebe, la più piccola della famiglia, trova nascosto in salotto una delle vecchie trappole dei Ghostbusters e decide di portalo a scuola. Il suo insegnante, Mr. Grooberson(Paul Rudd) le rivela cosa sia realmente il macchinario che ha trovato e le racconta ciò che accadde a New York negli anni ’80. Avvenimenti che resero celebri gli Acchiappafantasmi.

Da questo momento le cose si fanno più chiare e tutto comincerà a trovare risposte. Un turbinio di emozioni e citazioni che richiamano prepotentemente le sequenze del primo film. Dalla collona sonora, passando per alcune battute storiche, fino alla grande rivelazione finale, tutto è un grande omaggio che funziona e risulta essere anche originale.

DI PADRE IN FIGLIO

Jason Reitman raccoglie l’eredità del padre Ivan, regista e produttore dei primi due film, e dimostra tutto l’amore e la passione verso il mondo dei Ghostbusters. Il regista è cresciuto sui set dei primi film, tanto da fare un cameo nel sequel del 1989.

Ivan Reitman, per l’occasione, è stato nuovamente produttore e ha seguito il figlio passo dopo passo in questa avventura. Lo stesso Jason ha ammesso che il padre gli è sempre stato accanto con la sua sedia da regista e ha vissuto con tanta passione le riprese e la produzione.

Un’eredità che potrebbe risultare difficile per chi la vede da esterno, ma il risultato finale dimostra quanto Jason abbia utilizzato tutto ciò che più gli era possibile per non deludere i fan. L’attesa che si respira ad ogni scena è palpabile ed è un elemento su cui i Reitman hanno sicuramente lavorato molto.

CONSIDERAZIONI FINALI

Avrei davvero tanto da aggiungere, ma per questioni di spoiler non mi è proprio possibile. Sicuramente ne parleremo insieme nel salotto di Comics NerDC nelle prossime settimane, quando si potrà entrare nel dettaglio e fare tanti spoiler. Nel frattempo posso solo dirvi che questo film farà felici tantissimi fan.

La storia dei Ghostbusters viene rispettata pienamente. Le emozioni non mancano dall’inizio alla fine e i più affezionati alla saga difficilmente riusciranno a trattenere le lacrime.

Ho sentito dire tanto che non ci sarebbe stato bisogno di questo film. Una cosa che potrebbe anche essere condivisibile, ma una volta che l’avrete visto sono certo che questo pensiero sparirà subito dalla vostra mente e non ne riuscirete più a farne meno.

SOLO AL CINEMA DAL 18 NOVEMBRE

Ghostbusters: Legacy, diretto da Jason Reitman e prodotto da Ivan Reitman, il nuovo capitolo della saga originale Ghostbusters. Arrivati in una piccola città, una madre single e i suoi due figli iniziano a scoprire la loro connessione con gli Acchiappafantasmi originali e la segreta eredità lasciata dal nonno. Ghostbusters: Legacy è scritto da Jason Reitman & Gil Kenan.

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